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Lorenzo Bernard, da Novalesa alle Paralimpiadi di Tokyo

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Da un campo di patate con un residuato bellico che esplode facendogli perdere la vista alle Paralimpiadi di Tokio. Da quel maledetto giorno del 2013 nel quale, insieme all’amico Nicolas, rimase gravemente ferito, quella di Lorenzo Bernard è una storia all’insegna del riscatto.


Lorenzo Bernard

Per ritrovare coraggio e voglia di vivere, da allora Lorenzo si è dato allo sport, al canottaggio, riportando risultati a dir poco esaltanti che, nel 2019, lo hanno portato a qualificarsi per disputare le paralimpiadi di Tokio, previste nel 2020 e poi rinviate a causa dell’emergenza Covid-19.

Una storia che lo accomuna al suo amico- compagno di sventura di quel giorno del 2013, Nicolas, che pratica l’atletica leggera, la corsa in montagna e di professione fa il fisioterapista.

Il giorno della “bomba” Lorenzo aveva 16 anni, oggi ne ha 24 e, in questi giorni di trova sul lago di Piediluco, dove si allena la nazionale di canottaggio. Qualche giorno fa, mercoledì 23 giugno, è stato ricevuto, insieme a tutti gli atleti che partiranno per Tokio, al Quirinale, dal presidente della Repubblica Mattarella, in attesa di salire, il 18 agosto, sull’aereo che lo porterà in Giappone.

Il sogno paralimpico di Lorenzo Bernard è diventato realtà sabato 31 agosto 2019, quando a Linz, in Austria, si sono dispuitate le prime finali dei Mondiali assoluti di canottaggio, che comprendevano anche alcune prove paralimpiche. In quell’occasione l’Italia conquistò un fantastico bronzo con il quattro con PR3 misto che vedeva Lorenzo Bernard gareggiare nell’equipaggio che comprendeva anche Cristina Scazzosi, Alessandro Brancato, e Greta Elizabeth Muti, con Lorena Fuina al timone.

Subito dopo l’incidente del 2013, Lorenzo ha manifestato l’esigenza di sentirsi indipendente attraverso lo sport.Sensazione difficile da provare praticando la sua passione per lo sci. La soluzione è stata trovata nel canottaggio, visto che gli equipaggi che praticano il pararowing presentano disabilità le une differenti dalle altri E chi non possiede il dono della vista, riesce in qualche modo a sentire gli altri atleti e la stessa imbarcazione. Lorenzo afferma di avvertire, attraverso la pratica del canottaggio, una straordinaria sensazione di libertà.

Dopo l’incontro con Mattarella a Lorenzo non resta che proseguire la preparazione, partire per Tokyo dove, tra il 28 e il 30 agosto, si dsputeranno le gare. Sperando di vederlo tornare a Novalesa con una medaglia al collo.

Bruno Andolfatto

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