Cronacacronaca

Tra i (pochi) clienti e commercianti al mercato di Susa. Bollette sempre più care, prezzi impossibili: così non si tira avanti

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Si sente ancora il caldo di un’estate che tarda ad andarsene martedì mattina nel mercato di Susa. Sono quasi le 11 e i banchi dovrebbero essere affollati. Invece notiamo poca gente. Sarà la crisi?

Forse sarà il timore che i pochi soldi rimasti nel portafoglio se ne vadano via, mangiati dal caro prezzi di una crisi che torna a mordere. Anzi, dell’ennesima crisi dopo quelle precedenti del 2009 scatenata con un effetto domino dal crack dell’americana Lehman Brothers, del 2020-21 provocata dalla pandemia Covid 19 e dai vari lockdown. Ed ecco arrivare la crisi energetica e delle materie prime, quando si cominciava giusto giusto a prender fiato, e poi l’invasione russa in Ucraina e la guerra. Conseguenze: metano alle stelle, bollette esplose, inflazione galoppante, costo del denaro ritoccato, rate dei mutui aumentate, aziende e famiglie in difficoltà.

Ci aggiriamo tra i banchi del mercato alla ricerca di opinioni, parole, sentimenti. Prevale lo scoramento. Vincenzo oggi accompagna la mamma al mercato: “In realtà i prezzi qui al mercato non mi paiono spaventosamente aumentati. Certo, preoccupano le bollette di gas ed elettricità che aumenteranno ancora, anche se oltre un certo punto non potranno andare altrimenti a chiudere sarà l’Italia intera”.

Patrizia e Silvia sono scese dal Frais, dove abitano, per fare la spesa qui, al mercato. Fanno la coda a un banco che vende parmigiano reggiano, un prodotto quasi da… oreficeria. Battute a parte, Patrizia annota che “al mercato comunque si spende meno.

Per il resto quando vai a fare la spesa, con gli stessi soldi di qualche mese fa ne carrello si sta sempre meno roba. A volte, se si compra tutto quel che serve si possono spendere anche 180 euro”. Cifre da capogiro.

“Già, il costo della vita è aumentato e siamo tutti costretti a limitare gli acquisti”.

E la bolletta dell’elettricità e del gas? “Non l’ho ancora vista, le saprò dire tra un po’”. “Io invece l’ho già ricevuta – ribatte Silvia – ed è bella salata. Non dico che sia il doppio rispetto alle precedenti ma siamo vicini”. Un sistema per affrontare il problema le due signore ce l’hanno… Si chiama stufa a legna: “Da noi in montagna fa già freddo e la stiamo già usando…”

L’altro vecchio metodo per non pagare frutta e verdura si chiama …. orto, che almeno per un periodo dell’anno aiuta a tenere d’occhio le uscite di denaro. Se non si chiama autarchia ci siamo vicini. “Ma dobbiamo trasformarci in … economisti e limitare il più possibile le spese superfue”.

Lasciamo Patrizia e Silvia e proseguiamo il nostro giro. Incontriamo Elisabetta; arriva da San Giorio e dice che “in giro ormai tutti si lamentano. Con stì prezzi si fatica a tirare avanti. Fai un giro al supermercato, vedi i prezzi, torni dopo due giorni e sono aumentati. Poi ci sono le bollette: gas, riscaldamento, elettricità. Così sto pensando di ripristinare anch’io la vecchia stufa a legna. Conosco persone che hanno comprato la stufa a pellet: all’inizio conveniva poi il prezzo è salito alle stelle e nemmeno quella è una soluzione praticabile”.

Come fare? “Non ci sono alternative, dobbiamo tutti imparare di nuovo a risparmiare e non avere troppi grilli nella testa. Sa, io sono sola e me la cavo ancora ma mi chiedo come possano tirare avanti le famiglie”. E i commercianti? Anche loro si associano a questi ripetuti cahiesr des doléances che vengono riproposti ogni volta che poniamo le nostre domande. Piero da anni vende i suoi tessuti nei mercati torinesi ma ora, dice, “aspetto che arrivi la pensione e poi non se ne parla più. Fare questo mestiere con questi costi è impossibile”.

Carlo ha un banco di calzature e afferma: “La situazione è difficile, i problemi e le preoccupazioni dei nostri clienti non sono diverse dalle nostre. La gente ha meno soldi in tasca e si trova ad affrontare spese sempre più alte e prezzi sempre più cari. Così compra prima i generi alimentari, che sono aumentati tantissimo, il resto è considerato ‘superfluo’ e quindi non spende. Noi subiamo costi altissimi, tra gasolio, autostrade e tutto il resto. E non abbiamo certo scaricato sui clienti aumentando i prezzi. Così i margini di guadagno si sono assottigliati”.

Insomma, questa crisi energetica e questa guerra “fanno paura alla gente”. Lo conferma Corrado che ha un banco di cartoleria: “Le spese sono tante, troppe e si lavora sempre meno e, con il caro bollette, l’inverno sarà durissimo ”. Vedremo.

Bruno Andolfatto
Eloisa Giannese

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