Le leggi razziali viste dalla piccola Elena
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Primo appuntamento in paese, sabato 28 gennaio, per “la giornata della memoria “.Ospite della serata Elena Ottolenghi, della Comunità Ebraica di Torino.
“Avevo appena otto anni – ha raccontato – quando la mia famiglia, a seguito delle leggi razziali del 1938, iniziò a subire ogni sorta di umiliazione. Dapprima venni emarginata ed espulsa dalla scuola, poi i miei genitori, personaggi influenti e di grande cultura, persero il diritto di insegnare. In pochi giorni le amicizie che la nostra famiglia si onorava di avere…. avere scompaiono, e parlare con noi ebrei divenne un disonore”.
All’età di 14 anni Elena fuggì con la famiglia da Torino per rifugiarsi clandestinamente a Torre Pellice dove venne accolta da una famiglia valdese; lo stesso calore fraterno lo trovò in seguito quando, lasciata per ragioni di sicurezza la val pellice, venne accolta da una famiglia cattolica nel canavese.
Due esperienze che segnarono Elena e la sua famiglia. Proprio alcuni anni fa la famiglia Ottolenghi è stata promotrice del conferimento che lo Stato d’ Israele offre a chi, durante il periodo dell’Olocausto ha salvato la vita di un ebreo, con il riconoscimento di “Giusto tra le nazioni”
La serata è proseguita con la visione del filmato sulla deportazione degli ebrei romani, circa 1200 persone che hanno trovato la morte nelle camere a gas, tra questi 300 bambini. Di questi deportati fecero ritorno in Italia alla fine della guerra, solo 16 persone.
Al termine, il vice sindaco Susanna Preacco ha raccontato la recente visita al campo di concentramento di Auschwitz. La serata sì è conclusa l’esecuzione del brano operistico del compositore americano A. Adam. Il maestoso e sublime “Gerusalemme “ Holy City, e dell’inno nazionale dello Stato d’Israele Hàthivà,
Bruno Andolfatto.
