Lavoro

2020, economia e lavoro in tilt per colpa del virus

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2020, un anno terribile; da lasciarsi dietro le spalle ma da non dimenticare. Il Covid ha colpito anche l’economia e il lavoro. Ripercorriamo i fatti salienti di questi 12 mesi.

Metà marzo: il Coronavirus dilaga, i paesi sono deserti, sindaci e autorità sanitarie si appellano ai cittadini: “Restate a casa!”.

Martedì 17 alla Savio di Chiusa San Michele un lavoratore è positivo; lo stabilimento viene chiuso. In molte realtà sindacati e imprese firmano accordi sul lavoro da casa (smart working).

Ad Avigliana l’Azimut (yacht di lusso) ferma in parte la produzione e la Finder di Almese sospende l’attività da lunedì 16. Il bollettino delle aziende fermeinProvinciasalea52per un totale di circa 30 mila lavoratori.

Anche l’alta velocità Torino-Lione rallenta. Sul lato francese gli scavi procedono a ritmo ridotto a Saint-Martin-La Porte e vengono fermati i lavori all’imbocco della galleria a Saint-Julien- Montdenis.

COMMERCIO AL PALO, ALIMENTARI A PARTE

Il Dpcm dell’11 marzo sospende le attività commerciali al dettaglio, fanno eccezione generi alimentari e di prima necessità (edicole, farmacie e tabaccai). LaValsusadel19marzo parla dei negozi di vicinato nei piccoli centri. Nei supermercati i clienti fanno la coda all’esterno, entrano pochi alla volta con la raccomandazione di fare in fretta rimanendo a … distanza.

ARTIGIANI CON L’ACQUA ALLA GOLA

Aprile. Economia valsusina, a rischio. Artigiani e imprese lanciano l’allarme: “Siamo con l’acqua alla gola!” .

Enzo Gioberto, responsabile del Laboratorio Valsusa: “Alcuni, i più fortunati, ci mettono una toppa con l’escamotage delle consegne a domicilio. Ma è una toppa che non basta a colmare il gap di fatturato”..

Patrizia Ferrarini, titolare dell’Hotel Napoleon di Susa: “Apro il registro delle prenotazioni e non faccio altro che cancellarne. Le mail, le telefonate per disdire arrivano a getto continuo. Ma dobbiamo guardare avanti, sperare e lavorare per il dopo epidemia”.

Giuliano Bosio, almesino, coltivatore : “L’agricoltura in valle? E’ a rischio default. Per molti il rischio è la chiusura a causa del calo drastico delle vendite”.

IMPRESE IN PRIMA LINEA CONTRO IL COVID

C’è chi si adatta. La Arending, azienda tessile aviglianese specializzata in taglio di gomma piuma, si mette a produrre mascherine.

Gianpietro, titolare con Martina della “Casa dei Libri” di Avigliana ogni giorno inforca la bici e raggiunge i suoi clienti sudueruote;macinachilometri sulle strade deserte di una valle quasi spettrale per consegnare i libri.

La Ilmed Logistic di Avigliana distribuisce per conto di una multinazionale reagenti di biologia molecolare utilizzati per identificare i patogeni agli ospedali e ai laboratori di analisi. AS.Ambrogiola DueviSas, guidata da Roberta Battagliotti e dal fratello Davide, prima della pandemia, produceva cuscini; ora realizza mascherine riutilizzabili in doppio tessuto: cotone al 100% per la parte a contatto con naso e bocca e poliuretano- poliestere (al 50% ciascuno) per la parte esterna.

A Buttigliera, le maschere da snorkeling vengono trasformate in respiratori d’emergenza applicando una particolare valvola di raccordo. A farlo è la Comelec. Sono circa un migliaio le valvole respiratorie consegnate in pochi giorni dall’azienda a numerosi ospedali della Regione (tra cui Rivoli).

LOCKDOWN ATTENUATO, L’ECONOMIA RIPARTE

Poco dopo la metà di maggio il lockdown si attenua. Alcune attività riaprono, con le dovute precauzioni. Tra queste Viviana e Debora Besselva (le sorelle titolari della “Primula Bianca” atelier abiti sposi a Giaveno), il barbiere di Vaie Gabriele Gioberto, Paolo Pollacino ed Elisabetta Ruffino di MotivexLab( azienda di ricerca di Avigliana), Claudio Diatribe (titolare di un’azienda di serramenti a Sant’Ambrogio) Lara Andolfatto del centro estetico Dharma di Rivoli. “Finalmente torniamo a lavorare”, dicono in coro.

Dal 23 maggio riaprono bar, pizzerie e ristoranti. Ma a Ferriera (Buttigliera Alta) le serrande della Caffetteria Charlot rimangono chiuse: “La pandemia ci ha stroncato”, spiegano le titolari del locale L’estate si avvicina con l’illusione di essere ormai fuori dal tunnel.

In Val Sangone c’è un boom di richieste di affitto alloggi a Giaveno, Coazze e Valgioie. Le ferie estive 2020 potrebbero essere caratterizzate dal turismo di prossimità, villeggiatura stile anni ‘60.

VOUCHER VACANZE, 200.000€ IN VALLE

Compri tre notti e ne paghi una; le altre due sono a carico della Regione e della struttura ricettiva. E’ il Voucher Vacanze, messo in piedi dalla Regione insieme ai 14 consorzi turistici per sostenere un’economia messa in ginocchio dal Covid-19.Lo strumento riesce ad “acchiappare” e a portare in montagna (o sulle rive dei laghi) migliaia di turisti. In valle di Susa, spiega Giorgio Montabone assessore nell’Unione Montana della bassa valle “le strutture valsusine che non fanno parte di alcun Consorzio (tra cui quelle della bassa valle ndr) si sono aggregate a Torino realizzando circa 65 mila euro. Le imprese dell’alta valle (Consorzio di Bardonecchia) hanno incassato circa 130 mila euro riuscendo ad allungare la stagione oltre agosto”.

PROGETTI NELLE VALLI PER 28 MILIONI DI EURO

Ma c’è anche chi guarda oltre l’estate e al di là del virus. Sono gli artigiani della Cna, gli agricoltori della Coldiretti e i commercianti dell’Ascom che il 22 luglio presentano un piano di sviluppo delle valli di Susa e Sangone. “Un’altra valle è possibile”, affermano.Non è un libro dei sogni ma un elenco dettagliato di progetti per 28 milioni di euro con ben 18 possibili linee di finanziamento.

ALCAR, CRISI NON ANCORA RISOLTA

In autunno a Vaie scoppia la grana Alcar, situazione difficile rimasta per molto tempo sottotraccia come un fiume carsico che, all’improvviso, riemerge. La produzione viene stoppata perché il tribunale di Lecce dispone forti limitazioni nella possibilità di spesa all’azienda (10 mila euro mensili per fornitore). L’azienda ha affrontato la crisi economica del 2008-2009 poi le traversie dei passaggi di proprietà. A giugno, l’Ad del Gruppo (sede legale in Puglia) viene arrestato insieme al figlio e alla segretaria per riciclaggio, autoriciclaggio e bancarotta fraudolenta. PoiparteilConcordato Preventivo. Quindi si aggiunge la pandemia e solo il 30 40 per cento della forza lavoro è in fabbrica. Interviene l’arcivescovo

Cesare Nosiglia che esprime solidarietà ai lavoratori prima in un messaggio e poi ricevendo (3 novembre) una delegazione in vescovado a Susa. Vengono coinvolti i prefetti di Lecce e Torino e giunge la schiarita: il blocco alla capacità di investire imposto all’azienda sarebbe un’errata interpretazione delle misure decise dal Tribunale. Quanto basta per consentire all’azienda di riprendere a girare. Dell’Alcar, intanto, si occupa il Ministero dello Sviluppo Economico che coinvolge le parti in un tavolo di confronto e all’orizzonte potrebbero presto spuntare imprenditori disposti a rilevare e rilanciare gli stabilimenti di Vaie e Lecce.

CONTAGI IN RISALITA, L’ILLUSIONE SVANISCE

L’autunno è la stagione che, insieme alle foglie dagli alberi, fa cadere l’illusione di essere fuori dal tunnel. La curva dei contagi risale a vista d’occhio ed ecco le nuove limitazioni mirate a salvare vite umane ma che incidono fortemente sull’economia. Si comincia con l’obbligo di abbassare le serrande di bar, pub, pizzerie e ristoranti a mezzanotte mentre dalle 21 le consumazioni possono avvenire solo in gruppi composti al massimo da sei persone. I titolari di alcuni pub di Giaveno e Avigliana lamentano: “La clientela è in calo”. A Giaveno la sera del 26 ottobre si assiste a una manifestazione di una sessantina di commercianti, ristoratori e baristi che protestano contro il Dpcm che impone la chiusura dei locali alle 18.

ASant’AntoninoManuelGuerrer, Antica Locanda Belfiore, si prepara a “resistere” alle ancor più pesanti restrizioni in arrivo.

“Non è più possibile cenare, con servizio al tavolo, mentre è previsto il take away”. Tempi durissimi anche per le Agenzie di Viaggi. Stefano Maniaci di Partiti& Contenti (Sant’Antonino) con il suo staff di cinque persone dichiara: “Cerchiamo di sopravvivere. Andiamo in letargo, secosìsipuòdire,sperando che il virus passi e ci permetta il prossimo anno di tornare a viaggiare”.

Dall’autunno all’inverno. Il capitolo finale si chiama Natale, sci e … cenoni. Tutto, o quasi, compromesso in questa Italia su cui compaiono macchie di giallo, arancione e rosso che sono i colori delle limitazioni per contenere il virus. Di stagione sciistica si fatica a scrivere e parlare, sempre nel timore di venire smentiti… il giorno dopo. Ad oggi non vi è alcuna certezza su quando (e se) gli impianti torneranno a funzionare e gli sciatori a… sciare. Ora si parla del 18 gennaio.

Lunedì 14 dicembre in piazza Castello a Torino, 240 maestri protestano davanti alla sede della Regione per chiedere maggiori tutele.

Nei giorni vicini al Natale arriva la notizia dei ristoranti in fuga da Rubiana. L’ultimo a chiudere è l’Osteria del Ferro. I decreti anti covid di fine anno con un lockdown colorato di rosso per le feste mettono in crisi tutti i ristoranti.

A Susa Lele Pedrazzi, dell’Osteria della Marchesa comunica: “ Per le feste terremo chiuso, non garantiremo neanche il servizio di asporto. Il rischio di investire in una spesa importante per poi non avere clienti è concreto. Così chiudo”. Valerio Lucci e Massimo Massimi, della Locanda dell’Orsiera di Bussoleno: “ Una mezza spesa per le Feste l’avevamo fatta, prenotando un certo quantitativo di carne, mapoicihannobloccati.Chiudemo e vedremo che fare dopo l’Epifania”.

Antonella Liriti del ristorante- pizzeria Il Cantuccio di Giaveno: “Per le festività solo servizio asporto. Ce lo faremo bastare. Le prenotazioni ci sono ma la gente non spende più come a marzo- aprile, forse perché non ce la fa più, nemmeno economicamente”.

Il 2020 morde fino alla fine e non risparmia neppure il Cenone di Capodanno. Non resta che sperare in un 2021 migliore. Banale? Forse, ma è proprio così.

Bruno Andolfatto

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