Società & Cultura

L’azzardo del centro destra: “Riaccendiamo le slot machine”

0 0
Read Time:4 Minute, 20 Second

C’è una legge regionale che frena il gioco d’azzardo e una parte consistente della maggioranza di centro destra a trazione leghista, a Palazzo Lascaris, che vorrebbe cambiarla.

Oggetto della discussione: un emendamento sulle cosiddette slot machine, vere e proprie macchinette mangiasoldi, presentato nella notte di martedì 16 giugno con un blitz durante la discussione del provvedimento collegato alla finanziaria della Regione Piemonte. La legge in vigore, approvata durante la Presidenza di Sergio Chiamparino, pone paletti e regole rigide sull’installazione delle macchinette, compreso un ‘distanziometro’ tra le postazioni del gioco d’azzardo e i luoghi sensibili, come chiese, scuole, ospedali e centri anziani. Effettuata con il favore delle tenebre, la mossa dei consiglieri regionali Fabio Carosso, Vittoria Poggio, Fabrizio Ricca (Lega) e Andrea Tronzano (Forza Italia), nel giro di poche ore ha mandato sulle barricate le opposizioni. Giovedì scorso la prima retromarcia. Il Presidente Cirio comunica alle opposizioni che l’emendamento sarà cancellato e che le norme sarnno modificate con la presentazione entro l’estate, di un progetto di legge.

Una boccata di ossigeno che però non dura. Nei primi giorni della settimana la maggioranza cambia ancora direzione e l’emendamento non viene cancellato. A sostenere questa posizione è la Lega, insieme ad alcuni esponenti di Forza Italia (altri, come il capogruppo di Fi Paolo Ruzzola, ex sindaco di Buttigliera Alta, avrebbero a più riprese manifestato perplessità) mentre Fratelli d’Italia preferirebbe evitare le forzature. Nella stessa maggioranza, non mancano divergenze sulla scelta del metodo e sui tempi.

Che cosa succederà? Lo si saprà nelle prossime ore, con la ripresa dei lavori del Consiglio Regionale sulla decreto “omnibus” collegato alla legge di stabilità regionale. Monica Canalis (Pd) è determinata: “Su un tema delicato e divisivo come il gioco d’azzardo patologico non intendiamo accettare imposizioni dall’alto. Serve un approfondimento, coinvolgendo gli esperti e le associazioni che si prendono cura dei malati vittime di questa terribile forma di dipendenza.”

Contro l’ipotesi di rivedere la legge si è schierata gran parte del mondo cattolico (Gruppo Abele, Acli, Movimento dei Focolari) e organismi come gli Ordini degli Psicologi e degli Assistenti Sociali.

B.AND.

Cosa dice la legge (e l’emendamento)

La legge per la prevenzione e il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico (legge n. 9 del 2016), prevede

Piano di recupero e prevenzione.

La Giunta deve predisporre un piano triennale integrato per il contrasto, la prevenzione e la riduzione del rischio della dipendenza dal gioco d’azzardo patologico che preveda al suo interno interventi per il recupero dei pazienti affetti da gap, attività di sensibilizzazione, programmi di formazione del personale delle sale gioco e del personale dei servizi sociali oltre che interventi di supporto alle amministrazioni locali (artt. 3 e 4).

Marchio “no slot”. L’assenza di macchinette costituisce requisito per accedere a contributi regionali “Distanziometro”. E’ prevista una distanza minima di 300 metri (elevata a 500 metri per i comuni con più di 5.000 abitanti) degli esercizi commerciali rispetto ad una serie di “luoghi sensibili” (scuole, impianti sportivi, istituti religiosi, strutture ospedaliere, istituti di credito, stazioni ferroviarie etc), con possibilità per i comuni di individuare ulteriori luoghi sensibili con riferimento a per ragioni connesse alla tutela del territorio comunale, della sicurezza urbana, della viabilità locale, dell’inquinamento acustico e della quiete pubblica. La normativa si applica progressivamente anche alle vecchie licenze: entro 18 mesi per chi ha installato slot machine, 3 o 5 anni per le sale gioco e sale scommesse.

Nel mese di dicembre 2018 il Consiglio regionale ha approvato una modifica all’articolo 13, che regola i trasferimenti delle attività da gioco in caso di introduzione di nuovi luoghi sensibili. Si rivolge ad esercenti e titolari di sale le cui attività, all’epoca dell’entrata in vigore della legge 9/2016, erano in regola con il rispetto delle distanze, ma si trovano per “fatti sopravvenuti” – successiva edificazione o apertura di luogo sensibile a meno di 300 o 500 metri dalla propria attività – a non rispettare più il distanziometro. La modifica è rivolta anche a quelle attività che sono già state delocalizzate per rispettare la legge 9/2016, ma si trovano per i medesimi “fatti sopravvenuti” a non rispettare più il distanziometro. Per questi casi viene disposto un tempo di quattro anni per gli esercizi commerciali con slot machine e di otto anni per i titolari di sale gioco o di licenza per l’esercizio delle scommesse, a partire da quando il fatto si è verificato, per rimettersi in regola.

Limitazioni orarie. I comuni sono autorizzati a disciplinare una riduzione degli orari di apertura non inferiore a 3 ore giornaliere

Pubblicità. E’ vietata qualsiasi attività pubblicitaria relativa alle sale da gioco e scommesse o all’installazione delle slot machine e la concessione di spazi pubblicitari da parte delle aziende del trasporto pubblico locale e regionale

Vigilanza e sanzioni. Sono previste sanzioni, differenziate per le diverse violazioni della disciplina, i cui proventi sono all’80 per cento destinati ai comuni, cui spetta l’attività di vigilanza

L’emendamento presentato Carosso, Poggia, Ricca e Tronzano prevede la non retroattività del provvedimento e consente quindi a chi aveva installato prima della legge le slot machine di rimetterle in funzione anche vicino ai cosiddetti “luoghi sensibili” .

Happy
Happy
0 %
Sad
Sad
0 %
Excited
Excited
0 %
Sleepy
Sleepy
0 %
Angry
Angry
0 %
Surprise
Surprise
0 %

Average Rating

5 Star
0%
4 Star
0%
3 Star
0%
2 Star
0%
1 Star
0%

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *