cronaca

Il grano “made in Valsusa” macinato nel Mulino di Bruzolo

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Taglio del nastro sotto la pioggia, domenica 1° dicembre per il Mulino Valsusa. Ma il maltempo non non ha fermato la festa per il primo mulino rinato con l’obiettivo di rilanciare l’economia del territorio a cui si uniscono i lodevoli fini didattici.
Più di trecento persone sotto gli ombrelli hanno aspettato il taglio inaugurale, “battezzato” nelle parole di tutti come un momento di speranza per la valle.
Mario Richiero, sindaco del paese, ha raccontato come molti contadini, negli anni, avessero abbandonato la loro attività, tra difficoltà, distruzioni dei campi da parte dei cinghiali e la crisi. Ora c’è un buon motivo per tornare a piantare semi antichi anche nelle zone montane e raccogliere vari tipi di grano da trasformare in farine nel Mulino tornato a vivere e poi da vendere, in un cerchio che si chiude, a ristoratori e panifici della Valle.
Il pomeriggio di festa, tra visite guidate e degustazioni, ha permesso di scoprire alcuni prodotti nati da questo felice incontro. Il Panificio Marzo di Venaus ha proposto focacce e pani mentre lo chef Sandro Ostorero, del ristorante Phoenix Condove, in rappresentanza dell’Associazione Valsusa in tavola, ha presentato una pasta e fagioli impastata con le stesse.
Il tutto con le farine del Mulino, così come i prodotti Made in Valsusa, a partire dal “Prosperoso”, il panettone che debutterà giovedì firmato da Matteo Marzo, fornaio da tre generazioni e Maestro del Gusto, che lo venderà a Venaus e Susa. Il panettone è un omaggio ai sapori tipici del territorio, con farina Prosperosa superiore del Mulino Valsusa, gelatine di cioccolato al latte aromatizzato al miele di castagne e marron glacé.
Massimiliano Spigolon, l’uomo che ha voluto la rinascita di questo mulino del 1884, ha ribadito, prima del taglio del nastro, che “l’inaugurazione è un progetto di sovranità alimentare e di partecipazione, che si costruisce nelle scelte quotidiane e nel sostegno all’iniziativa Ognuno, con un seme, può cambiare il mondo”.
Da qualche giorno, inoltre, il Mulino è al lavoro per produrre la farina di polenta, prodotta con antico mais Pignoletto Giallo piemontese coltivato ad Alpignano. E chi domenica scorsa non è riuscito a visitare il Mulino potrà approfittare delle visite guidate che verranno organizzate dal mese di gennaio. A dicembre, poi , il Mulino sarà aperto anche di domenica per chi sceglierà di fare regali “100 per 100 Val Susa”.

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