11 aprile, scattano gli espropri: torna la tensione in valle di Susa?
Clima tranquillo, per ora, in valle di Susa. Ma l’atmosfera potrebbe arroventarsi nei prossimi giorni, in particolare da mercoledì 11 aprile.
Per quella data, infatti, i No Tav hanno lanciato una “chiamata nazionale”, rivolta ai contestatori di tutte le parti della penisola: “Non vi chiediamo di venire in valle di Susa anche se tutti sono, come sempre, benvenuti, ma di lottare nelle vostre città e nei vostri paesi”.
L’occasione è data dalle notifiche ufficiali ai proprietari degli espropri dei terreni interessati dai lavori di scavo del tunnel esplorativo di Chiomonte. La procedura prevede che gli stessi proprietari possano entrare nell’area recintata dalle barriere e dal filo spinato per assistere all’occupazione temporanea della zona della Maddalena. I tempi potrebbero essere lunghi e la tensione rischia nuovamente di salire oltre i livelli di guardia. Sono proprio i contestatori ad ammettere senza mezzi termini il loro obiettivo: “Inceppare la macchina dell’occupazione militare”. Con quali mezzi staremo a vedere. Così come staremo a vedere quale sarà l’atteggiamento delle istituzioni valsusine.
La strategia da attuare è stata oggetto dell’assemblea No Tav di martedì 3 aprile a Bussoleno alla quale è giunto anche un messaggio da Luca Abbà, il militante caduto da un traliccio vicino alla baita Clarea lo scorso 27 febbraio e tuttora ricoverato al Cto di Torino. Nel suo messaggio Abbà parla di “lento e costante miglioramento” e riferisce che nei prossimi giorni proverà ad alzarsi. Infine invita il movimento a lottare “senza violenza, ma con lucida determinazione”.
Ma a prefigurare un clima… caldo ci sono gli appuntamenti messi in agenda a partire da sabato 7 aprile, a Bussoleno, con la festa popolare sotto il titolo “la valle non si arresta, libertà per i No Tav”. Mentre lunedì 9, giorno di pasquetta, a Giaglione è in programma un pic nic in Val Clarea, sui terreni “no tav” con grigliate, festa e giochi per i bambini a pochi metri dalle reti che circondano il cantiere della Maddalena.
La sera successiva, quella di martedì 10, arriverà il momento che, nella liturgia del movimento No Tav precede di solito i momenti di tensione: l’assemblea popolare e la fiaccolata che partirà da Giaglione verso il cantiere. Mercoledì 11 poi, inizierà la procedura di notifica degli espropri ai proprietari. Con i “No Tav” che faranno resistenza passiva.
“Abbiamo acquisito un altro terreno – dice Alberto Perino – e potremo metterci lì tranquilli, fare una tendopoli. Perché sono terreni nostri, li abbiamo recintati. Ci hanno detto che non interessano perchè sono al di fuori dell’area di interesse strategico nazionale. L’11 aprile dobbiamo dare un segnale molto forte – ha concluso il leader No Tav – ci serve solidarietà di tutta Italia, dobbiamo fare cose importanti che diano fastidio in tutta Italia”.
Sempre nell’assemblea del 3 aprile Alberto Perino se l’è presa anche con i vertici dell’Anpi nazionale. La storia è poco valsusina e tutta milanese: “Nei giorni scorsi – ha detto Perino . ho incontrato il papà di Niccolò Garufi, uno dei No Tav arrestati durante il blitz di gennaio; è iscritto e attivo da sempre in una sezione milanese dell’Anpi: quest’anno a lui e tutta la sua famiglia hanno rifiutato la tessera”.
Perino ha polemizzato col presidente nazionale dell’Anpi Carlo Smuraglia “che era un amico di famiglia dei Garufi, ma è anche l’avvocato di Caselli e… si capisce tutto”.
Inoltre Smuraglia aveva preso duramente posizione contro l’invasione No Tav a Palazzo Marino a Milano nel giorno della presentazione del libro del procuratore capo di Torino Gian Carlo Caselli. Ed ecco la sparata di Perino: “Invito tutti a scrivere a questa sezione milanese per dire che si vergognino e rinuncino pure a festeggiare il 25 aprile se hanno al loro interno teste fasciste come queste”.
Da registrare poi, nei giorni scorsi, un esposto alla Procura di Torino per denunciare i danni al sito archeologico della Maddalena di Chiomonte, in Val di Susa. A depositarlo Pro Natura Piemonte e il Wwf Delegazione Piemonte.
“L’esposto – spiega l’avvocato Fabio Balocco, esponente di Pro Natura Torino e membro del Legal Team No Tav – contiene tutta la documentazione fornita dalle associazioni ambientaliste sulla distruzione del sito della Maddalena dopo il passaggio delle Forze dell’ordine la scorsa estate. Riteniamo ci sia stato il reato di distruzione di patrimonio storico-artistico, perché le forze dell’ordine sono entrate nell’area passando con i mezzi sopra le tombe della necropoli, ma anche un reato omissivo da parte della Soprintendenza perché il sito era facilmente accessibile da chiunque, nonostante già prima del 3 luglio avessimo inviato lettere per sollevare il problema e chiedere cosa si intendesse fare per tutelare quell’area.
Ma non abbiamo mai avuto risposta”.
E giovedì scorso, ventiquattr’ore dopo la presentazione della versione “low cost” della Torino-Lione, i sindaci che si oppongono all’opera e il Movimento No Tav sono passati al contrattacco presentando un documento che, in 14 punti, spiega perché “la popolazione è contraria all’arrivo dell’alta capacità ferroviaria in Valsusa”.
L’analisi porta la firma dei tecnici della Comunità Montana Val Susa e Val Sangone ed è stata spedita anche al presidente del Consiglio Monti. “Il documento del Governo di qualche settimana fa – hanno spiegato i tecnici, fra cui Claudio Cancelli e Angelo Tartaglia, docenti del Politecnico di Torino e Luca Mercalli, presidente della Società Meteorologica Italiana – contiene risposte imprecise, talora improprie e comunque non in grado di chiarire con il rigore necessario le motivazioni di un’opera così costosa e impattante”.


