San Didero prova a mettere i bastoni tra le ruote della Tav
SAN DIDERO prova a mettersi di traverso alla Torino-Lione ponendo l’ostacolo di un ricorso al Tar contro il trasferimento dell’autoporto di Susa su un’area lungo la Statale 25, che tra la fine degli anni’70 e l’inizio degli anni ’80 ospitò già un autoporto poi abbandonato.
La procedura è avviata e tra fine anno e l’inizio del 2021 saranno assegnati i lavori, banditi da Sitaf, per il trasferimento dell’autoporto di Susa a San Didero che insieme all’altra opera “collaterale” alla Torino Lione (lo svincolo autostradale di Chiomonte) ha un valore totale di circa 100 milioni di euro. Motivo dello spostamento: dalla montagna di fronte all’area dell’autoporto (lato Mompantero) ci sarà l’imbocco del tunnel ferroviario internazionale tra Susa e St. Jean de Marurienne e qui transiterà la linea e, salvo modifiche progettuali, sorgerà la Stazione Internazionale. L’opposizione del Comune di San Didero alla Torino-Lione e, di conseguenza alla decisione di insediare sul suo territorio l’autoporto, è cosa nota. Correva l’anno 2017, mese di ottobre, giorno 28 quando, nel Polivalente di San Didero, un gruppo di cittadini e di fieri oppositori della Torino-Lione riuniti con gli amministratori del piccolo comune dava vita a un’assemblea piuttosto animata. L’obiettivo: cercare e trovare il modo per impedire che Sitaf e Telt procedessero con lo spostamento dell’autoporto di Susa a San Didero. Proprio in quei giorni i proprietari dei terreni avevano ricevuto la lettera di esproprio da Telt. Più che la difesa di un’area non certo di grande valore, anzi piuttosto degradata, è l’opposizione alla Tav a spiegare la posizione del Comune di San Didero. Tanto che in quell’assemblea, l’allora sindaca di San Didero Loredana Bellone, aveva provato a calare la carta degli usi civici. Una parte dei terreni su cui Telt e Sitaf hanno intenzione di trasferire a San Didero l’autoporto di Susa era, in quel periodo, demaniale e, aggiungeva la sindaca “utile ai cittadini di San Didero perché qui c’è un parcheggio, un punto per la vendita di frutta e verdura e un punto informativo. Che la carta non fosse così vincente l’ha dimostrato, nel febbraio di quest’anno, la direzione della giunta regionale del Piemonte che ha dato l’ok alla scelta di “sdemanializzare” l’area, rimuovendo così l’ostacolo e dando via libera al trasferimento dell’autoporto da Susa a San Didero.
Ma il Comune, non è dato per vinto e qualche settimana fa, ha fatto ricorso al Tar contro la decisione della Regione.
L’obiettivo è quello di sempre: mettere i pali tra le ruote, ritardare le procedure, creare intoppi burocratici, ricercare cavilli per inceppare i meccanismi del passaggio dell’alta velocità in valle di Susa. Vedremo chi la spunterà
BRUNO ANDOLFATTO

