La storia di Andrea, disoccupato a 57 anni
Il numero è impressionante: 8757. Sono gli iscritti al Centro per l’Impiego di Susa. Una cifra che non dice tutto perché comprende tutto e il contrario di tutto, nel senso che dentro ci sono tutti coloro che sono effettivamente alla ricerca di un posto di lavoro ma anche le persone che risultano per così dire “parcheggiate” in questi elenchi per vari motivi. E’ comunque un dato significativo che dà la misura di quanto il problema lavoro sia la questione numero uno da affrontare a tutti i livelli, dal Governo al singolo Comune.
Dentro i numeri, come sempre, ci sono i volti, le persone, le storie. I vissuti di sofferenza e di tribolazione. Basta stare mezz’ora al Centro per l’Impiego di Susa per rendersene conto. E’ qui che incontriamo Enrico. Abita a Oulx e ha 57 anni. Sta aspettando il suo turno per parlare con l’operatore del Centro. In una cartellina c’è la lettera che ha ricevuto pochi giorni fa dalla ditta per cui lavorava: “Con la presente – si legge – siamo spiacenti di comunicarle che nonostante gli sforzi fatti, la crisi di richiesta dei nostri servizi perdura e anzi si sta aggravando”. Ed Enrico è l’ultimo dei dipendenti che questa ditta (che in alta valle si occupava di sgombero neve, pulizie civili e industriali e altre cose) decide di lasciare a casa prima della probabile chiusura dei battenti. Già, perché quella che sta attraversando la nostra valle e l’Italia intera tocca tutti: lavoratori e imprenditori, soprattutto piccoli. E questa storia è solo una delle tante.
Enrico parla con tranquillità. E’ calmo, non sembra nemmeno provare rabbia. Ma la sofferenza nella sua voce si sente. Parla della moglie: “E’ disoccupata, come me. E per lei sta per finire il periodo di copertura dell’Aspi, cioè della disoccupazione ordinaria”. Poi c’è anche un figlio che però”per fortuna lavora ed è andato all’estero”. E adesso? “Chiederò anch’io la disoccupazione. Intanto cercherò un altro lavoro anche se di questi tempi è tremendamente difficile trovarlo, soprattutto a questa età”. Che di per sé non sarebbe neanche lontana dalla pensione. “La pensione? Non ho neppure idea se e quando potrò andarci”, dice Enrico che, tra l’altro, sta pure passando il dramma del pignoramento della casa: “Non riuscivamo più a pagare il mutuo. Così la casa è stata venduta all’asta. E adesso dovremo cercarci un’altra sistemazione”. Il tempo passa. Andrea viene chiamato allo sportello. Tocca a lui. La sua è una storia. Una tra le tante di questa valle e di questa Italia che un tempo si definiva “Repubblica fondata sul lavoro”. Un fondamento che, però, sta per sparire. Pensiamoci.
